La scadenza della dichiarazione dei redditi 2026, per chi deve presentare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, è fissata al 2 novembre 2026.
La scadenza ordinaria sarebbe il 31 ottobre, ma nel 2026 cade di sabato: come stabilito dall’Agenzia delle Entrate, il termine slitta quindi al primo giorno lavorativo successivo, lunedì 2 novembre. È questa la data da segnare sul calendario se devi dichiarare nel 2026 i redditi che hai percepito nel 2025.
Ma cosa succede se ti accorgi troppo tardi di non aver inviato la dichiarazione?
Niente panico: una dichiarazione dei redditi in ritardo non diventa immediatamente una dichiarazione omessa. Hai ancora 90 giorni di tempo per trasmetterla come dichiarazione tardiva.
Per il Modello Redditi PF 2026, il termine arriva fino al 1° febbraio 2027. Entro questa data la dichiarazione resta valida, anche se sarà necessario regolarizzare il ritardo e pagare la relativa sanzione.
Sei un lavoratore dipendente o pensionato e non hai ancora presentato la dichiarazione dei redditi?
Il termine per presentare la dichiarazione tramite Modello 730 era fissato al 30 settembre 2026. Niente panico però: puoi ancora rimediare presentando il Modello Redditi Persone Fisiche entro le scadenze previste.
Ecco subito le date principali:
| Data | Cosa succede |
|---|---|
| 2 novembre 2026 | Scadenza ordinaria del Modello Redditi PF 2026 |
| Dal 3 novembre 2026 | La dichiarazione è in ritardo |
| 1° febbraio 2027 | Ultimo giorno per presentare una dichiarazione tardiva entro 90 giorni |
| Dal 2 febbraio 2027 | La dichiarazione non presentata viene considerata omessa |
Vediamo meglio cosa significa e, soprattutto, quali sono le sanzioni.
Scadenza dichiarazione dei redditi 2026: quando va presentato il Modello Redditi PF?
Con l’approvazione del modello di dichiarazione “REDDITI 2026-PF”, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che il Modello Redditi Persone Fisiche 2026 deve essere trasmesso telematicamente entro il 2 novembre 2026.
In linea generale, il termine è il 31 ottobre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta. Nel 2026, però, il 31 ottobre cade di sabato e la scadenza viene quindi spostata al primo giorno feriale successivo.
In pratica: redditi percepiti nel 2025 → dichiarazione presentata nel 2026 → scadenza 2 novembre 2026.
È importante fare questa distinzione per non confondersi: l’anno indicato nel nome del modello è quello in cui presenti la dichiarazione, mentre i redditi dichiarati sono quelli dell’anno precedente!
E per chi ha una partita iva forfettaria?
La stessa scadenza riguarda chi ha una partita iva in regime forfettario e presenta il Modello Redditi PF.
Nel Modello Redditi PF è infatti presente il Quadro LM, utilizzato per dichiarare il reddito prodotto dai contribuenti che applicano il regime forfettario. Lo confermano le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate relative al Modello Redditi PF 2026.
Quindi, se nel 2025 hai lavorato o continui a lavorare con una partita iva forfettaria, la data da ricordare per l’invio della tua dichiarazione è il 2 novembre 2026.
Se un lavoratore dipendente o pensionate e non hai ancora presentato il Modello 730?
Se percepisci redditi da lavoro dipendente o pensione e non hai ancora presentato la dichiarazione dei redditi 2026 tramite Modello 730, che aveva scadenza il 30 settembre 2026, puoi ancora rimediare: puoi presentare il Modello Redditi Persone Fisiche entro le scadenze previste.
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Dichiarazione dei redditi in ritardo: cosa succede dopo il 2 novembre?
Hai superato il 2 novembre senza inviare il Modello Redditi PF? La conseguenza dipende principalmente da quanto tempo è passato dalla scadenza.
La normativa distingue infatti due situazioni molto diverse:
1. dichiarazione tardiva, se viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza;
2. dichiarazione omessa, se viene presentata oltre i 90 giorni.
La differenza non è solo una formalità: cambiano in modo importante anche le sanzioni!
L’articolo 2 del DPR 322/1998 stabilisce espressamente che le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza sono considerate valide, fermo restando il pagamento delle sanzioni previste per il ritardo. Superati i 90 giorni, invece, la dichiarazione viene considerata omessa.
Dichiarazione tardiva entro 90 giorni: fino a quando puoi inviarla?
Se non presenti la dichiarazione entro il 2 novembre 2026, puoi ancora trasmettere un Modello Redditi PF tardivo entro il 1° febbraio 2027.
L’Agenzia delle Entrate indica proprio il 1° febbraio 2027 come ultimo giorno utile per presentare il Modello Redditi PF 2026 tardivo.
La cosa più importante da sapere è questa: entro i 90 giorni la dichiarazione è tardiva, ma è comunque una dichiarazione valida.
Non è quindi la stessa cosa che non presentarla affatto.
Qual è la sanzione per la dichiarazione dei redditi presentata in ritardo?
Per la tardiva presentazione è prevista una sanzione di 250 euro.
Se, però, regolarizzi spontaneamente la situazione entro i 90 giorni attraverso il ravvedimento operoso, la sanzione può essere ridotta a 1/10, quindi a 25 euro.
Il principio deriva dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, che consente la riduzione a un decimo della sanzione prevista per l’omessa presentazione quando la dichiarazione viene trasmessa con un ritardo non superiore a 90 giorni.
In sintesi:
| Situazione | Validità della dichiarazione | Sanzione per il solo ritardo nell’invio |
|---|---|---|
| Invio entro il 2 novembre 2026 | Regolare | Nessuna |
| Invio entro il 1° febbraio 2027 | Tardiva ma valida | 250 euro, riducibili a 25 euro con ravvedimento operoso |
| Invio oltre 90 giorni | Dichiarazione considerata omessa | Si applica il regime sanzionatorio dell’omessa dichiarazione |
Attenzione: i 25 euro riguardano il ritardo della dichiarazione, non le eventuali tasse non pagate
Chiariamo un punto importante, che spesso genera confusione: una dichiarazione tardiva può essere regolarizzata pagando 25 euro non significa che, una volta pagati, siano automaticamente sistemati anche eventuali versamenti fiscali effettuati in ritardo.
Sono due cose diverse!
La scadenza per presentare la dichiarazione dei redditi e le scadenze per versare le imposte non coincidono necessariamente.
Se presenti il Modello Redditi PF in ritardo ma tutte le imposte erano già state pagate correttamente, dovrai regolarizzare sostanzialmente il ritardo nella presentazione.
Se invece dalla dichiarazione emerge un’imposta che avresti dovuto versare prima e che non hai pagato alle relative scadenze, alla regolarizzazione della dichiarazione si aggiungono anche:
- l’imposta ancora dovuta;
- gli interessi calcolati al tasso legale, giorno per giorno;
- la sanzione relativa al tardivo o omesso versamento, eventualmente ridotta attraverso il ravvedimento operoso. Se vuoi scoprire come funziona, approfondisci nel nostro articolo Ravvedimento operoso: cos’è, come funziona e calcolo
Anche l’Agenzia delle Entrate chiarisce che, se dalla dichiarazione tardiva emerge un debito, bisogna versare l’imposta dovuta insieme alle relative sanzioni e agli interessi.
Tre esempi di dichiarazione dei redditi in ritardo
Vediamo qualche situazione concreta.
Esempio 1: presenti la dichiarazione il 15 novembre
Dovevi presentare il Modello Redditi PF entro il 2 novembre, ma lo invii il 15 novembre. Sei ancora ampiamente dentro i 90 giorni.
La dichiarazione è quindi tardiva ma valida e puoi regolarizzare il ritardo con il ravvedimento operoso, beneficiando della sanzione ridotta.
Se non ci sono anche imposte versate in ritardo, la situazione è relativamente semplice.
Esempio 2: presenti la dichiarazione a dicembre e hai anche imposte non versate
Anche in questo caso sei ancora entro il termine dei 90 giorni. Puoi quindi trasmettere una dichiarazione tardiva valida e regolarizzare la tardiva presentazione.
Se però dalla dichiarazione risultano tasse che avresti già dovuto pagare, non basta versare la sanzione relativa all’invio tardivo.
Dovrai regolarizzare separatamente anche i versamenti, applicando le relative sanzioni ridotte e gli interessi.
Esempio 3: ti accorgi dell’errore il 10 febbraio 2027
A quel punto sono trascorsi più di 90 giorni dalla scadenza del 2 novembre. La dichiarazione non rientra più nella categoria delle dichiarazioni tardive valide: fiscalmente viene considerata omessa.
Cosa succede se presenti la dichiarazione dopo 90 giorni?
Superato il termine del 1° febbraio 2027, cambia completamente lo scenario.
La normativa stabilisce che una dichiarazione presentata con oltre 90 giorni di ritardo è considerata omessa, anche se viene comunque successivamente trasmessa.
Per l’omessa dichiarazione, l‘articolo 1 del D.Lgs. 471/1997 prevede attualmente una sanzione pari al 120% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro.
Se dalla dichiarazione non risultano imposte dovute, la sanzione prevista va invece da 250 a 1.000 euro.
La stessa normativa prevede un trattamento specifico per alcune dichiarazioni omesse che vengono comunque presentate spontaneamente successivamente, prima che il contribuente abbia avuto formale conoscenza di accessi, verifiche o attività di accertamento. In questi casi il calcolo della sanzione cambia e deve essere valutato sulla situazione concreta.
Il punto, quindi ,è che non conviene aspettare oltre i 90 giorni.
Se ti accorgi di non aver presentato la dichiarazione entro il 2 novembre, intervenire subito permette di mantenere la dichiarazione fiscalmente valida e di accedere al ravvedimento previsto per l’invio tardivo.
Come regolarizzare una dichiarazione dei redditi presentata in ritardo
Se hai superato la scadenza del 2 novembre 2026 ma sei ancora entro i 90 giorni, puoi ancora rimediare. In generale, dovrai:
- predisporre e inviare il Modello Redditi PF 2026;
- regolarizzare la sanzione relativa alla tardiva presentazione attraverso il ravvedimento operoso;
- verificare se dalla dichiarazione emergono imposte non versate o versate in ritardo;
- in questo caso, calcolare separatamente imposte, sanzioni e interessi dovuti.
Il calcolo diventa invece più delicato quando, oltre all’invio tardivo, sono presenti imposte o acconti non versati alle scadenze corrette.
Hai una partita iva forfettaria e devi ancora fare la dichiarazione dei redditi 2026?
Se hai una partita iva forfettaria e non hai ancora predisposto la dichiarazione relativa ai redditi del 2025, questo è il momento giusto per muoverti.
La scadenza del 2 novembre 2026 si avvicina e aspettare gli ultimi giorni significa avere meno tempo per controllare dati, redditi, contributi e versamenti prima dell’invio.
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FAQ sulla scadenza della dichiarazione dei redditi 2026
Quando scade la dichiarazione dei redditi 2026?
Per il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, relativo ai redditi percepiti nel 2025, la scadenza per l’invio telematico è il 2 novembre 2026. Il termine ordinario del 31 ottobre cade infatti di sabato e slitta al primo giorno lavorativo successivo.
Qual è la scadenza della dichiarazione dei redditi 2026 per i forfettari?
Anche chi ha una partita iva in regime forfettario e presenta il Modello Redditi PF deve rispettare la scadenza del 2 novembre 2026.
Posso presentare la dichiarazione dei redditi dopo il 2 novembre 2026?
Sì. Se presenti il Modello Redditi PF entro 90 giorni dalla scadenza, la dichiarazione viene considerata tardiva ma resta valida. Per il Modello Redditi PF 2026 il termine è il 1° febbraio 2027.
Quanto costa presentare la dichiarazione dei redditi in ritardo?
La sanzione prevista per la tardiva presentazione è di 250 euro, ma attraverso il ravvedimento operoso può essere ridotta a 25 euro, se la dichiarazione viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza e vengono rispettate le condizioni previste dalla normativa.
Se presento la dichiarazione in ritardo devo pagare sempre solo 25 euro?
No. I 25 euro riguardano la sanzione ridotta per il ritardo nella presentazione. Se risultano anche imposte non versate entro le rispettive scadenze, bisogna regolarizzare separatamente il pagamento delle imposte, con le relative sanzioni e gli interessi.
Fino a quando posso presentare il Modello Redditi PF 2026 tardivo?
Il termine indicato dall’Agenzia delle Entrate è il 1° febbraio 2027. Dopo questa data sono trascorsi più di 90 giorni dalla scadenza ordinaria e la dichiarazione viene considerata omessa.
Cosa succede se presento la dichiarazione dopo 90 giorni?
Una dichiarazione presentata con un ritardo superiore a 90 giorni viene considerata omessa. Le sanzioni diventano più elevate: in via ordinaria, se sono dovute imposte, la sanzione prevista è pari al 120% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro; se non sono dovute imposte, va da 250 a 1.000 euro.
La scadenza del 2 novembre vale anche per il pagamento delle tasse?
No. Il 2 novembre riguarda l’invio della dichiarazione. Le imposte risultanti dalla dichiarazione hanno proprie scadenze di versamento. Presentare il Modello Redditi PF a ottobre o novembre non sposta automaticamente i termini entro cui saldo e acconti dovevano essere pagati.
Che anno di redditi si dichiara con il Modello Redditi PF 2026?
Con il Modello Redditi PF 2026 si dichiarano, in generale, i redditi percepiti nel periodo d’imposta 2025.
