Forfettario & Camera di Commercio

Hai deciso di aprire partita IVA in regime forfettario e forse ti stai chiedendo se sia obbligatorio iscriversi alla Camera di Commercio. La risposta, come in molti altri casi, è… dipende! Nell’articolo di oggi rispondiamo a questi e ad altri quesiti sul tema!

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Hai deciso di aprire partita IVA in regime forfettario e forse ti stai chiedendo se sia obbligatorio iscriversi alla Camera di Commercio. La risposta, come in molti altri casi, è… dipende!

Chi ha l’obbligo di iscrizione? Quali sono le spese da sostenere e a quanto ammontano? In quali casi è consentito evitare di iscriversi alla Camera di Commercio?

Nell’articolo di oggi rispondiamo a questi e ad altri quesiti sul tema!

 

La Camera di Commercio

Prima di scendere nei dettagli, chiariamo innanzitutto che cos’è la Camera di Commercio e quali funzioni svolge.

Si tratta di un ente autonomo che opera a livello territoriale e si occupa di tutelare gli interessi delle imprese e supportarne l’economia. Le imprese hanno l’obbligo di iscriversi al “Registro delle Imprese”, una sorta di elenco contenente la lista di tutte le imprese italiane e dei relativi dettagli societari. La Camera di Commercio, inoltre, si occupa anche di attività amministrative e promozionali per le aziende.

 

Chi deve iscriversi alla Camera di Commercio?

Per il momento, ti basterà sapere che (semplificando al massimo) solo le imprese collettive o individuali hanno l’obbligo di iscrizione.

A seconda della propria attività, i possessori di partita IVA dovranno iscriversi alla sezione appropriata del Registro delle Imprese.

Chi è tenuto a iscriversi alla sezione ordinaria:

  • Le società di persone e le società di capitali.
  • Gli imprenditori titolari di attività commerciali.
  • Le società cooperative.
  • Società con sede all’estero ma con sede amministrativa in Italia.
  • Società consortili.

Le categorie obbligate a iscriversi alla sezione speciale:

  • Gli imprenditori agricoli.
  • Le società semplici.
  • Le imprese artigiane.
  • I piccoli imprenditori.
  • Le start-up (in ambiti innovativi).

Se appartieni a una di queste categorie e vuoi saperne di più, puoi approfondire l’argomento visitando il sito ufficiale del Registro delle Imprese.

 

Obblighi e tasse

I vincoli fiscali legati all’iscrizione alla Camera di Commercio sono sostanzialmente due.

  • L’iscrizione, che può variare tra i 250 € e i 300 €
  • Il diritto camerale, un’imposta dovuta annualmente alla Camera da tutte le imprese e gli imprenditori iscritti. Questo tributo oscilla di norma tra i 60 € e i 110 €.

Chi è esentato dall’iscrizione al Registro delle Imprese?

Ci sono attività per le quali non è prevista l’iscrizione alla Camera di Commercio. Sì, hai sentito bene, non tutti i possessori di partita IVA sono obbligati a iscriversi!

Per chiarire meglio e riassumere quanto detto finora, possiamo dire che solo le partite IVA individuali o le società (persone/capitali) che esercitano attività d’impresa hanno l’obbligo di iscriverti al Registro delle Imprese.

Questo significa che, non essendo imprenditore (commerciante o artigiano), se sei un libero professionista NON dovrai iscriverti alla Camera di Commercio!

Ti basterà aprire partita IVA, iscriverti al tuo albo professionale (oppure alla gestione separata INPS, in assenza di una cassa previdenziale dedicata). Semplice no?

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