Gestione separata, cos’è e come si… gestisce!

Sei un forfettario? Non è detto che tu sia anche iscritto alla Gestione separata INPS. Già, perché la Gestione separata riguarda unicamente quei forfettari che non sono iscritti ad altra cassa previdenziale. Ma andiamo con ordine, spiegando una volta per tutti cos’è e come funziona la Gestione separata INPS.

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L’abbiamo citata, l’abbiamo inseguita, l’abbiamo evocata. Ma non l’abbiamo mai presentata e spiegata in un articolo tutto per sé. Provvediamo subito!

Sei un forfettario? Non è detto che tu sia anche iscritto alla Gestione separata INPS. Già, perché la Gestione separata riguarda unicamente quei forfettari che non sono iscritti ad altra cassa previdenziale. Ma andiamo con ordine, spiegando una volta per tutti cos’è e come funziona la Gestione separata INPS.

 

Gestione separata: cos’è e a cosa serve?

La rivalsa INPS, fissata al 4% dell’importo lordo fatturato, è la possibilità da parte del professionista di addebitare al committente una parte di quanto da lui dovuto all’Ente di previdenza sociale.

Attenzione, però, perché non tutti i professionisti muniti di partita iva hanno diritto a esporre la rivalsa INPS, ma solo quelli che rientrano nella Gestione separata.

In tutti questi casi, si è autorizzati, ma non obbligati a richiedere al committente una maggiorazione del 4% dell’importo lordo, in qualità di contributo alle imposte INPS.

 

Chi deve versarla e come?

La gestione separata INPS è un fondo pensione finanziato dal versamento di contributi previdenziali obbligatori da parte dei lavoratori autonomi che non hanno una cassa previdenziale specifica. La Gestione separata serve quindi a garantire a tutti i lavoratori prestazioni assistenziali quali l’invalidità, la pensione anticipata e supplementare, la pensione di vecchiaia e la pensione indiretta.

Si tratta dunque, banalmente, anche per noi forfettari, indipendenti e coraggiosi, di versare i contributi per poter aver diritto, a nostra volta e quando sarà il momento, alla meritata pensione.

Se ti stai chiedendo quando sarà il momento, ti rinfreschiamo rapidamente la memoria, anche se forse per adesso è meglio non pensarci troppo. Fai un bel respiro e tieniti forte perché l’attesa è lunga e i contributi da versare sono tanti e, se sei uno startupper come molti tra i nostri amati Forfettari, è probabile che tua sia solo all’inizio. Ma in fondo il bello è proprio questo!

Per poter usufruire della pensione di vecchiaia è necessario avere 66 anni e 7 mesi se sei un lavoratore, dunque un uomo, e 66 anni e 1 mese se sei una lavoratrice.

 

Gestione separata INPS. È obbligatoria? Come mi iscrivo?

L’iscrizione alla gestione separata INPS è obbligatoria in alcuni casi, come ad esempio nel caso in cui tu sia un freelance e non abbia una cassa previdenziale specifica di categoria. Inoltre è obbligatoria per i lavoratori occasionali, per un alcuni tipi di collaboratori, per i beneficiari di borse di studio o chi ha un assegno di ricerca, per i medici che stanno ancora formandosi e per i volontari del servizio civile.

Per essere certo che sia anche il tuo caso, puoi rivolgerti al tuo commercialista. Questo ovviamente se non sei ancora un utente Quickfisco: se lo sei, infatti, puoi contattare un nostro esperto in qualsiasi momento e avere subito la risposta a tutte le tue domande!

L’iscrizione alla Gestione separata può essere fatta direttamente attraverso il sito ufficiale dell’INPS oppure telefonicamente, chiamando il numero dell’INPS.

 

Gestione separata INPS. Mi sono iscritto… ma adesso chi versa i contributi?

La risposta è… dipende! Infatti in alcuni casi sarà il datore di lavoro/committente a fare il versamento, mentre in altri casi spetta al lavoratore.

  • Sei un libero professionista? Dovrai provvedere in autonomia al versamento dei contributi, attraverso il modello F24.
  • Sei un collaboratore? Ebbene come categoria sei equiparato ai lavoratori dipendenti perciò il pagamento dei contributi spetta a te per un terzo e al tuo datore di lavoro per i restanti due terzi.
  • Sei un lavoratore occasionale? Questo impegno spetta al datore di lavoro (che trattiene un terzo al lavoratore) ma solo per importi superiori a 5mila euro. Per importi inferiori non c’è nessun obbligo.

Speriamo di averti chiarito un po’ le idee, ma se così non fosse ti invitiamo a scriverci, ricordandoti che se entri nel mondo easy, fast & digital di Quickfisco gestire ogni aspetto fiscale della tua attività sarà più semplice che mai!

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