Partita IVA infermiere: come funziona, quanto costa e quando conviene

Partita iva infermiere regime forfettario

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Hai conseguito la laurea in infermieristica e stai pensando di lavorare in autonomia? Oppure sei già dipendente infermiere ma vuoi aprire la partita IVA per avere più libertà o un’entrata extra?

Se ti rivedi in una di queste situazioni, sei nel posto giusto. In questa guida vediamo tutto quello che devi sapere sulla partita IVA per infermiere:

  • quando conviene davvero
  • come aprirla (anche online)
  • quali tasse e contributi devi pagare
  • quanto costa gestirla

Senza giri complicati.

 

Partita IVA infermiere in regime forfettario: come funziona in sintesi

Per avere una visione immediata di come funziona la partita IVA per infermiere, ecco un riepilogo dei principali elementi da conoscere:

Aspetto Dettaglio
Tipologia attività Libero professionista sanitario
Regime fiscale consigliato Regime forfettario (se rispetti i requisiti)
Codice ATECO 86.94.01 – Attività infermieristiche
Ente previdenziale ENPAPI (cassa infermieri)
Tipo di contributi Contributo soggettivo + contributo integrativo + contributo maternità
Limite incassato forfettario 85.000€ annui
IVA Non si applica (regime forfettario)
Fatturazione a privati Fattura non elettronica + invio Sistema Tessera Sanitaria
Fatturazione a aziende Fattura elettronica tramite SDI
Obbligo iscrizione Albo
Modalità apertura Online tramite Agenzia Entrate o intermediario

 

Infermiere con partita IVA: conviene davvero?

Partiamo dalla domanda più importante: conviene aprire la partita IVA da infermiere?

Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto se vuoi lavorare in modo più autonomo.

Con la partita IVA puoi:

  • gestire il tuo tempo in modo più flessibile
  • scegliere i pazienti o le strutture con cui collaborare
  • aumentare i guadagni rispetto al lavoro dipendente
  • affiancare attività extra (assistenza domiciliare, consulenze, ecc.)

 

E qui entra in gioco il regime forfettario.

 

Perché il regime forfettario è ideale per gli infermieri

Il regime forfettario è quello più utilizzato da chi apre una partita IVA infermiere.

Perché?

Perché semplifica tutto.

 In pratica:

  • hai una tassazione agevolata (5% o 15%)
  • non applichi l’IVA
  • hai meno adempimenti da gestire
  • i costi di gestione sono più bassi

 

È uno dei motivi per cui sempre più infermieri scelgono questa strada.

Puoi approfondire leggendo il nostro articolo > Vantaggi del regime forfettario: ecco quando conviene

 

Requisiti per accedere al regime forfettario

Per lavorare con partita IVA in regime forfettario devi rispettare alcuni requisiti.

I principali sono:

  • non superare 85.000€ di fatturato annuo
  • avere redditi da lavoro dipendente inferiori a 35.000€ (o cessati entro l’anno precedente)
  • non essere socio di società di persone o imprese familiari
  • non fatturare alla SRL di cui ha un controllo diretto o indiretto
  • non fatturare prevalentemente al tuo ex datore di lavoro
  • devi possedere la residenza fiscale in Italia, oppure la residenza in uno stato membro UE o in uno stato aderente all’Accordo Spazio Economico europeo a condizione che il reddito prodotto in Italia sia almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;  

 

Se rientri in queste condizioni, puoi accedere senza problemi.

Ricordati anche, che per operare in regime forfettario devi rispettare il limite di fatturato incassato che attualmente è fissato a 85.000 euro annui

 

Codice ATECO e inquadramento per infermiere

Uno degli aspetti più importanti quando apri la partita IVA è scegliere il corretto inquadramento e il codice ATECO.

Nel tuo caso, la situazione è abbastanza semplice.

Se sei infermiere:

  • sei un libero professionista con cassa
  • devi iscriverti all’ENPAPI

 

Dal 2025 esiste anche un codice ATECO specifico:

86.94.01 – Attività infermieristiche

È un passaggio fondamentale, perché da qui dipendono:

  • il tuo reddito imponibile
  • il modo in cui verrà gestita la tua attività

 
Per fare la scelta corretta e vivere tranquillamente, consigliamo di affidarti a un esperto fiscale, come noi di Quickfisco. 

 

Partita IVA infermiere: tasse e contributi e altri costi

Qui arriviamo al punto che interessa di più: quanto si paga con la partita IVA da infermiere?

La risposta è più semplice di quanto sembri.

Tasse nel regime forfettario

Nel regime forfettario non paghi IRPEF, ma un’unica imposta:

  • 5% per i primi 5 anni (se hai i requisiti)
  • 15% negli anni successivi

Ma attenzione: non viene calcolata su tutto il fatturato ma applicando il coefficiente di redditività.

Per gli infermieri, il coefficiente di redditività è:

78%

Significa che:

  • il 22% viene considerato come spesa
  • il 78% è il reddito su cui paghi le tasse

 

Esempio concreto

Facciamo un esempio semplice.

Se fatturi 30.000€:

Calcolo Importo
Reddito imponibile (78%) 23.400€
Imposta 5% 1.170€

Su 30.000€ di fatturato  paghi circa 1.170€ di tasse.

Non male, vero?

 

Contributi ENPAPI per infermieri

Oltre alle tasse, devi versare i contributi previdenziali. Gli infermieri versano i contributi previdenziali all’ENPAPI.

I principali sono:

  • Contributo soggettivo: il 16% del reddito imponibile (minimo circa 1.600€, riducibile al 50% )
  • Contributo integrativo: 4% di corrispettivo lordo da inserire OBBLIGATORIAMENTE in fattura come maggiorazione
  • Contributo maternità: una quota fissa, circa 100€ annui

 

Costi commercialista partita IVA infermiere: quanto spenderai davvero

Oltre a tasse e contributi, c’è un altro costo da considerare, ovvero la gestione fiscale.

Commercialista tradizionale

  • costo medio: 600€ – 1.000€ all’anno
  • spesso dovrai dotarti di software di fatturazione a parte

 

Commercialista Online (es. Quickfisco)

  • costo: 365 € all’anno (Standard), 475€ all’anno (Premium)
  • possibilità di pagamento mensile
  • include
    • dichiarazione dei redditi

    • F24

    • fatturazione elettronica

    • trasmissione Sistema TS

    • consulente dedicato

 Tutto in un’unica piattaforma.

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Fatturazione e iscrizione al Sistema Tessera Sanitaria per infermieri

Parliamo in un altro argomento (molto importante) per gli infermieri che intendono aprire la partita iva: fatturazione. 

 

Fatturazione verso pazienti privati

Per gli infermieri che hanno già una partita iva e fatturano ai clienti privati è obbligatorio iscriversi al Sistema Tessera Sanitaria e comunicare i dati dei propri pazienti. In questo caso devi rilasciare obbligatoriamente una fattura “non elettronica” al tuo paziente. 

Scopri di più come funziona la fatturazione per operatori sanitari. 

Noi di Quickfisco facilitiamo la vita agli operatori sanitari in partita iva. 

Come? Con la nostra piattaforma potrai trasmettere i dati delle tue fatture direttamente al Sistema Tessera Sanitaria in pochi click! 

 

Fattura sts operatori sanitari

 

 

Fatturazione verso strutture/studi

E se, invece, fatturi alle aziende? In questo caso, dovrai obbligatoriamente emettere fatture in formato elettronico e inviarle al Sistema di Interscambio (SDI). Ciò significa che dovrai dotarti di un software di fatturazione elettronica. Ricordati che con l’abbonamento a Quickfisco potrai emettere fatture elettroniche ILLIMITATE in modo semplice e intuitivo con delle guide step by step.

  

Modulo fattura elettronica

 

Hai bisogno di sapere se la fattura che hai creato non presenta errori? Ti basterà scrivere alla nostra assistenza clienti su WhatsApp! 

 
 

Come aprire partita iva infermiere (anche online)

Il processo di apertura della partita iva per infermiere è piuttosto semplice e non richiede spese di pratiche: basta compilare il Modello AA9/12 e trasmetterlo all’Agenzia delle Entrate allegando i seguenti documenti: 

  • carta d’identità 
  • tessera sanitaria 
  • documento che conferma l’iscrizione all’Albo professionale 

 

Bisogna prestare molta attenzione durante la compilazione del modulo, pertanto, è sempre meglio rivolgersi a specialisti qualificati per evitare errori e problemi.

Vuoi saperne di più? Prenota una consulenza orientativa gratuita con uno dei nostri esperti fiscali. 

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