Stai per diventare nutrizionista e non sai da dove cominciare per esercitare la professione dal punto di vista fiscale? In questa guida trovi tutto quello che devi sapere per lavorare come nutrizionista con partita IVA in regime forfettario:
- requisiti per esercitare la professione
- codice ATECO da scegliere
- tasse e contributi previdenziali
- fatturazione e Sistema Tessera Sanitaria
Alla fine dell’articolo troverai anche la video guida Quickfisco da guardare quando vuoi.
Nutrizionista con partita IVA: come funziona in sintesi
| Aspetto | Informazione principale |
|---|---|
| Titolo richiesto | Laurea magistrale in Biologia |
| Abilitazione | Esame di Stato |
| Iscrizione obbligatoria | Albo Nazionale dei Biologi |
| Cassa previdenziale | ENPAB |
| Regime fiscale più usato | Regime forfettario |
| Coefficiente di redditività | 78% |
| Imposta | 5% per i primi 5 anni oppure 15% |
| Sistema Tessera Sanitaria | Obbligatorio per fatture ai pazienti |
Questa è la struttura base della fiscalità per un nutrizionista libero professionista.
Vediamo ora tutti i passaggi nel dettaglio.
I requisiti per esercitare la professione di nutrizionista con partita IVA
Per lavorare come nutrizionista libero professionista devi:
- conseguire una laurea magistrale in Biologia
- superare l’Esame di Stato
- iscriverti all’Albo Nazionale dei Biologi
L’iscrizione all’albo è obbligatoria per poter esercitare la professione.
Dal 2020 è inoltre obbligatorio avere una PEC (posta elettronica certificata) da comunicare al proprio Ordine professionale.
Un altro aspetto importante riguarda l’attività online. Il nutrizionista può produrre contenuti educativi su alimentazione e nutrizione, ma la consulenza professionale deve sempre essere destinata a un paziente identificato.
E dato che viviamo nel tempo dei social media, ecco un’altra dritta da sapere: l’attività di nutrizionista non può essere svolta esclusivamente online! Il professionista deve verificare di persona l’identità del paziente e assicurarsi che la consulenza sia destinata direttamente a lui, evitando usi impropri.
Sono consentiti articoli, rubriche e contenuti puramente educativi su alimentazione e nutrizione, purché basati su evidenze scientifiche e senza finalità promozionali.
Di contro, non sono ammessi – in quanto violano i principi etici e deontologici propri della professione – contenuti online quali sponsorizzazioni di diete, guide nutrizionali personalizzate e consigli su prodotti per casi specifici.
Regime forfettario conviene per nutrizionista con Partita IVA?
Il regime forfettario è spesso il regime fiscale più conveniente per i nutrizionisti che iniziano la libera professione. Questo regime prevede:
- tassazione agevolata
- meno adempimenti fiscali
- gestione contabile molto più semplice
Inoltre non si applica IVA sulle fatture.
Questo permette spesso di offrire prezzi più competitivi ai pazienti.
Va però ricordato che non è possibile dedurre le spese, perché i costi dell’attività vengono stimati in modo forfettario.
Puoi approfondire leggendo il nostro articolo Vantaggi del regime forfettario: ecco quando conviene.
Requisiti per accedere al regime forfettario
Per poter aderire al regime forfettario, è necessario innanzitutto che i tuoi ricavi o compensi siano inferiori a €85.000 all’anno e che tu abbia corrisposto meno di €20.000 lordi a collaboratori e dipendenti.
Quali altri requisiti bisogna rispettare?
- il tuo reddito percepito da lavoro dipendente, pensione o redditi assimilati, deve essere uguale o inferiore a €35.000 nell’anno precedente, oppure la cessazione del rapporto lavorativo deve essere avvenuto entro il 31 dicembre 2024;
- devi possedere la residenza fiscale in Italia, oppure la residenza in uno stato membro UE o in uno stato aderente all’Accordo Spazio Economico europeo a condizione che il reddito prodotto in Italia sia almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
- non devi essere socio di una società di persone (sas o snc), associazione professionale o impresa familiare;
- non devi svolgere l’attività per la quale è già stato adottato un regime speciale iva (agricoltura, monopoli di stato, agenzie di viaggi, vendite di beni usati);
- non devi possedere più del 50% delle quote e non devi svolgere il ruolo di amministratore in una S.r.l. che opera nel tuo stesso settore;
- se desideri continuare a collaborare con il tuo datore di lavoro attuale o precedente e iniziare a operare con il regime fiscale forfettario, non potrai fatturare più del 50% a favore di quel datore di lavoro per il quale hai lavorato negli ultimi 2 anni.
Regime forfettario e lavoro dipendente
Lavori come dipendente e vorresti avviare un’attività come nutrizionista, ma non vorresti lasciare il tuo lavoro da dipendente? Non devi scegliere, perché puoi aprire una partita IVA in regime forfettario e rimanere dipendente.
Ma attenzione! Questa possibilità non è sempre garantita: bisogna fare una distinzione tra dipendente pubblico e privato.
Nota bene: se sei un dipendente pubblico potresti essere tenuto ad iscriverti all’Elenco speciale dell’Albo dei Biologi che è riservato ai dipendenti di enti pubblici ai quali i rispettivi ordinamenti vietano l’esercizio della libera professione.
Scopri subito se puoi aprire partita IVA forfettaria e continuare ad essere dipendente nel nostro articolo Forfettario e lavoro dipendente: possibile?
Inquadramento e scelta del codice ATECO nutrizionista
Quando si apre la partita IVA, occorre scegliere il codice ATECO adatto. Quest’ultimo è un codice che identifica la tua attività, ma è indispensabile anche per calcolare il tuo reddito imponibile e sapere quante tasse devi pagare, poiché determina il tuo coefficiente di redditività.
Per te che sei nutrizionista è semplice: essendo iscritto all’Albo, sarai considerato un libero professionista con cassa. Quindi, dovrai iscriverti alla tua cassa previdenziale, ovvero all’ENPAB – Ente Nazionale Previdenza Assistenza Biologi e versare i contributi richiesti, di cui parleremo più avanti.
Il codice ATECO previsto per nutrizionista è 72.10.10 – Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie.
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Partita IVA nutrizionista in regime forfettario: tasse e contributi
Nel regime forfettario, la tassazione e i contributi previdenziali sono calcolati in base a specifici criteri. In altre parole, per capire quanto dovrai pagare è necessario prendere in considerazione alcuni fattori. Non preoccuparti, però: scoprirai che non è così complesso e costoso come potrebbe sembrare!
Quanto paga di tasse un nutrizionista con partita IVA forfettaria?
Nel regime forfettario pagherai un’unica imposta sostitutiva.
Le aliquote sono:
- 5% per i primi 5 anni (se rispetti i requisiti)
- 15% negli anni successivi
Vuoi sapere se possiedi i requisiti per accedere all’aliquota del 5%? Leggi il nostro articolo Imposta sostitutiva forfettari: aliquota 5 per cento come funziona?
L’imposta si applica sul reddito imponibile, non su tutto il fatturato.
Per nutrizionisti, il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente di redditività del 78%.
Ma come si calcolano le tasse nel regime forfettario?
Ecco un esempio di calcolo delle tasse per nutrizionista con fatturato 30.000 € in un anno:
| Passaggio | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Fatturato annuo | – | 30.000 € |
| Reddito imponibile (78%) | 30.000 × 78% | 23.400 € |
| Imposta sostitutiva 5% | 23.400 × 5% | 1.170 € |
| Tasse da pagare | 1.170 € |
Su 30.000 € di fatturato un nutrizionista pagherebbe quindi circa 1.170 € di tasse.
Questo è uno dei motivi per cui il regime forfettario è così diffuso tra i liberi professionisti.
Nota bene: se fatturi zero con la tua partita IVA forfettaria non dovrai preoccuparti di pagare alcuna tassa.
Nutrizionisti con partita IVA: contributi ENPAB
I contributi previdenziali sono pagamenti obbligatori per tutti coloro che possiedono una partita IVA (anche in regime forfettario), sono indispensabili per assicurarti una pensione futura e finanziano anche servizi quali maternità, malattia e il funzionamento dell’ente previdenziale.
Per i nutrizionisti che lavorano come liberi professionisti, l’ENPAB richiede il versamento di 3 contributi di diversa natura: contributo soggettivo, integrativo e di maternità:
| Contributo | Importo | Note |
|---|---|---|
| Contributo soggettivo | 15% del reddito imponibile | minimo circa 1.300 € |
| Contributo integrativo | 4% del compenso | inserito in fattura come rivalsa |
| Contributo maternità | circa 129 € | quota annuale fissa |
Il contributo soggettivo potrebbe essere ridotto del 50% del minimo in alcune situazioni:
- nei primi anni di iscrizione
- se sei dipendente
- se sei pensionato
- se ti iscrivi dopo il 30 giugno
Come deve fatturare un nutrizionista con partita IVA
Devi sapere che i nutrizionisti in regime forfettario devono iscriversi obbligatoriamente al Sistema Tessera Sanitaria.
Dopo l’iscrizione dovranno occuparsi della trasmissione dei dati dei pazienti al Sistema Tessera Sanitaria. Con Quickfisco questa procedura è molto facile e veloce, garantendoti di risparmiare tempo e ridurre gli errori!
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Per approfondire questo tema leggi il nostro articolo Trasmissione fatture al Sistema TS: guida per il regime forfettario
E se fatturi alle aziende? In questo caso, dovrai obbligatoriamente emettere fatture elettroniche e inviarle al Sistema di Interscambio (SDI). Per farlo, avrai bisogno di un software di fatturazione elettronica: con l’abbonamento ALL-IN-ONE di Quickfisco puoi emettere fatture elettroniche ILLIMITATE in modo semplice e intuitivo con delle guide step by step.
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