Fattura forfettario: un esempio pratico e consigli

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Devi emettere la tua prima fattura forfettario e non sai bene quali dati inserire? Niente panico: una volta capito come è strutturata, compilarla è più semplice di quanto sembri.

La fattura di chi applica il regime forfettario deve riportare i dati del professionista o dell’impresa, quelli del cliente, la descrizione del servizio o del prodotto, l’importo da pagare e le diciture previste per il regime fiscale applicato.

In questo articolo trovi un esempio di fattura regime forfettario e alcuni consigli pratici per evitare gli errori più comuni.

 

Fattura forfettario: quali dati devi inserire?

Una fattura forfettario deve contenere innanzitutto i dati che identificano chi la emette e il cliente che la riceve.

In particolare, dovrai indicare:

  • nome e cognome oppure denominazione dell’attività;
  • indirizzo della sede;
  • partita iva e codice fiscale;
  • dati anagrafici o aziendali del cliente;
  • codice fiscale o partita IVA del cliente;
  • codice destinatario oppure indirizzo PEC, quando disponibile;
  • numero progressivo e data della fattura;
  • descrizione del prodotto venduto o del servizio svolto;
  • importo del compenso;
  • eventuale contributo previdenziale;
  • modalità e termini di pagamento;
  • coordinate bancarie, se il pagamento avviene tramite bonifico;
  • diciture fiscali relative al regime forfettario;
  • eventuale imposta di bollo.

 
La fattura elettronica viene predisposta in formato XML e trasmessa al cliente attraverso il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. Se non viene inviata allo SdI, (Sistema di Interscambio) salvo le specifiche eccezioni previste, non si considera correttamente emessa.

 

Esempio fattura regime forfettario: come compilarla

Vediamo un semplice esempio di fattura regime forfettario emessa da un professionista per un’attività di consulenza.

 

Dati di chi emette la fattura

  • Mario Rossi
  • Via Roma 10 – 20100 Milano
  • Partita iva: 01234567890
  • Codice fiscale: RSSMRA00A00F205X

 

Dati del cliente

  • Alfa S.r.l.
  • Via Verdi 20 – 20100 Milano
  • Partita iva e codice fiscale: 09876543210
  • Codice destinatario: ABCDE12
  • Dati della fattura
  • Fattura numero 15 del 7 settembre 2026

 

Dati della fattura

Fattura numero 15 del 7 settembre 2026
Descrizione Importo
Consulenza marketing relativa al mese di luglio 2026 1.000,00 €
Addebito bollo 2,00 €
Totale da pagare 1.002,00 €

Modalità di pagamento: bonifico bancario

Scadenza: 20 settembre 2026
IBAN: IT00 X000 0000 0000 0000 0000 000

 
Nella fattura in regime forfettario deve essere inserita obbligatoriamente una dicitura come questa:

Operazione senza applicazione dell’IVA effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge 190/2014 e successive modificazioni.

Inoltre, è utile riportare:

Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, della Legge 190/2014.

 

Ecco un esempio dei campi da compilare di una fattura all’interno della piattaforma Quickfisco:

esempio fattura piattaforma Quickfisco

 

Ci sono poi altri tipi di fattura, se vuoi approfondire scopri i nostri articoli:

 

Fattura forfettario: IVA, ritenuta e marca da bollo

Chi applica il regime forfettario non addebita l’IVA al cliente. Per questo motivo, nell’esempio appena visto, su un compenso di €1.000 non viene aggiunta alcuna aliquota IVA.

In generale, inoltre, i ricavi e i compensi percepiti nel regime forfettario non sono assoggettati a ritenuta d’acconto. È però importante inserire in fattura la relativa dichiarazione, soprattutto quando il cliente è un’impresa o un professionista che normalmente opera come sostituto d’imposta.

 

Quando si applica la marca da bollo?

Sulle fatture con un importo superiore a 77,47 euro, quando l’operazione non è soggetta a IVA, deve generalmente essere applicata un’imposta di bollo da 2 euro.

Trattandosi di una fattura elettronica, non dovrai incollare una marca da bollo fisica. Durante la compilazione bisogna indicare l’assolvimento del bollo valorizzando il relativo campo del file XML. L’imposta verrà poi versata secondo le scadenze previste.

Nell’esempio abbiamo addebitato i 2 euro al cliente (in questo caso si parla di addebito bollo), portando il totale da pagare da 1.000 a 1.002 euro. Puoi anche decidere di sostenere direttamente il costo del bollo senza aggiungerlo al totale richiesto al cliente.

La marca da bollo fa reddito? E quali sono le differenze tra marca da bollo e addebito bollo? Scoprilo nel nostro articolo di approfondimento: Marca da bollo per fattura elettronica nel Regime forfettario

 

Fatturazione elettronica forfettari: come inviare la fattura

Dal 1° gennaio 2024 la fatturazione elettronica per i forfettari è obbligatoria, fatta eccezione per determinate prestazioni sanitarie verso persone fisiche: in quel caso, medici e professionisti sanitari hanno il divieto di fatturazione elettronica e l’obbligo di emissione di fattura tradizionale con invio dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS).

In questo articolo Fatturazione Forfettario: Guida completa all’obbligo elettronico (2026) trovi tutto ciò che devi sapere sulla fatturazione elettronica.

Se invece vuoi approfondire come funziona la trasmissione dati al Sistema TS puoi leggere questa guida Trasmissione fatture al Sistema TS: guida per il regime forfettario.

Tornando alla fatturazione elettronica, per creare e trasmettere una fattura puoi utilizzare:

  • i servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate;
  • un software di fatturazione elettronica;
  • una piattaforma fiscale che integri fatturazione e gestione della partita iva, come la piattaforma Quickfisco.

 
Una volta compilata, la fattura viene inviata allo SdI (Sistema di Interscambio), che controlla i dati e prova a recapitarla al cliente. È quindi sempre importante verificare la ricevuta: una notifica di scarto significa che la fattura non è stata emessa e deve essere corretta e trasmessa nuovamente.

Con Quickfisco hai la fatturazione elettronica e STS illimitata già compresa nell’abbonamento, sia da piattaforma web sia dall’app mobile. Inserisci i dati della prestazione e del cliente, mentre il sistema gestisce gli elementi tecnici necessari alla creazione e all’invio del documento.

 

Fattura forfettario: 5 consigli per non sbagliare

 

1. Descrivi chiaramente ciò che hai fatto

Evita descrizioni troppo generiche come “servizi” o “consulenza”. Meglio specificare il tipo di attività e il periodo a cui si riferisce.

Per esempio: Consulenza per la gestione dei canali social relativa al mese di luglio 2026.

In questo modo sia tu sia il cliente potrete capire immediatamente a quale prestazione si riferisce la fattura.

 

2. Controlla sempre i dati del cliente

Un codice fiscale, una partita iva o un codice destinatario errati possono provocare lo scarto della fattura.

Quando acquisisci un nuovo cliente, raccogli subito:

  • denominazione completa;
  • indirizzo;
  • codice fiscale;
  • partita IVA, se presente;
  • codice destinatario o PEC.

 
Salvare l’anagrafica ti eviterà di dover reinserire tutte le informazioni nelle fatture successive.

 

3. Indica una scadenza precisa

Scrivere soltanto “pagamento tramite bonifico” non dice al cliente entro quando deve pagare.

È molto più utile specificare una data oppure una condizione chiara, come:

  • pagamento entro il 30 settembre 2026;
  • pagamento entro 15 giorni dalla data della fattura;
  • pagamento a vista.

 
Aggiungi anche l’IBAN, così il cliente avrà già tutto ciò che gli serve per effettuare il bonifico.

 

4. Usa una pro forma prima della fattura

Quando devi comunicare in anticipo l’importo da pagare, puoi inviare una fattura pro forma.

La pro forma non è una vera fattura e non viene trasmessa al Sistema di Interscambio. Deve quindi riportare chiaramente una dicitura come: Documento pro forma non valido ai fini fiscali.

Puoi utilizzarla per riepilogare la prestazione, comunicare le coordinate bancarie e ricordare con discrezione la scadenza del pagamento. Una volta ricevuto l’importo, potrai emettere la fattura elettronica vera e propria.

Con Quickfisco puoi generare e inviare ai clienti tutte le pro forma di cui hai bisogno: puoi quindi rimandare lo stesso documento come promemoria senza dover creare ogni volta una nuova fattura.

 

5. Controlla che la fattura non sia stata scartata

Dopo l’invio non limitarti a considerare conclusa l’operazione. Verifica che il Sistema di Interscambio abbia accettato il documento.

Una ricevuta di consegna conferma che la fattura è stata correttamente emessa. Una ricevuta di scarto, invece, richiede una correzione e un nuovo invio.

 

Fattura forfettario con Quickfisco: meno passaggi, meno pensieri

Compilare una fattura forfettario non è particolarmente difficile, ma bisogna ricordarsi diciture, bollo, dati del cliente, scadenze e stato dell’invio.

Con Quickfisco, intermediario fiscale abilitato dall’Agenzia delle Entrate, puoi creare fatture elettroniche illimitate direttamente dalla piattaforma web o dall’app, salvare le anagrafiche dei clienti, controllare gli incassi e generare tutte le pro forma che ti servono.

Inoltre, hai la possibilità di avere al tuo fianco un team di commercialisti e tanti servizi online per gestire la fiscalità con più agilità e semplicità.

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