Oltre all’imposta sostitutiva, artigiani, commercianti e liberi professionisti in regime forfettario sono tenuti a versare i contributi INPS. In questo articolo scoprirai quanto si paga nel 2026 (e quando), a cosa servono contributi previdenziali e se c’è la possibilità di ridurli.
A cosa servono contributi INPS regime forfettario?
I contributi INPS rappresentano i versamenti obbligatori per tutti coloro che hanno la partita iva (anche in regime forfettario), per garantirgli la futura pensione. Quindi, non devi considerare questi contributi come una tassa vera e propria ma come i fondi che ti verranno restituiti man mano dopo la fine della tua carriera lavorativa.
Quanto si paga di contributi INPS regime forfettario?
Puoi essere tenuto a pagare la quota fissa annuale (che potrebbe superare i tuoi compensi ottenuti), oppure i tuoi contributi INPS saranno calcolati in percentuale in base ai tuoi ricavi, senza alcuna quota minima. Facciamo chiarezza.
Esistono tre grandi categorie dei lavoratori autonomi in regime forfettario:
- Artigiani e commercianti che versano i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS;
- Liberi professionisti senza cassa, versano i contributi alla Gestione Separata INPS;
- Liberi professionisti con cassa che versano i contributi alla propria cassa di riferimento.
Ogni categoria ha i suoi contributi, regole e le scadenze.
Contributi INPS regime forfettario 2026: artigiani e commercianti
L’attività di artigiano o commerciante richiede l’iscrizione alla Camera di Commercio (CCIAA) e il versamento dei contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS.
Proprio questa cassa prevede contributi fissi da pagare annualmente, indipendentemente dal reddito percepito. Ciò significa che dovrai versarli anche se non percepirai nessun reddito.
A differenza dell’imposta sostitutiva che si calcola in percentuale rispetto ai ricavi, i contributi previdenziali della Gestione Artigiani e Commercianti partono da un importo fisso (contributi sul minimale) e se si superano determinate soglie di reddito si pagano pure i contributi applicando un’aliquota percentuale.
Contributi fissi INPS forfettario 2026
Per l’INPS il reddito minimale per il 2025 su cui si pagano i contributi è €18.808, anche se hai guadagnato meno o non hai guadagnato affatto, il calcolo dei contributi parte da questo valore.
I contributi fissi INPS regime forfettario nel 2026 sono:
- per artigiani: €4.521,36
- per commercianti: €4,611,64
Un’informazione importante che non ti dice nessuno: se apri la partita iva durante il corso dell’anno, questo importo viene rapportato ai mesi di effettiva apertura. Per artigiani €376,78 per un mese, per commercianti €384,31 per un mese. Per chi ha meno di 21 anni, questi contributi sono sempre più bassi.
Contributi INPS sul reddito eccedente il minimale per artigiani e commercianti
Sulla parte del reddito eccedente il minimale di 18.808€ si applica un’aliquota aggiuntiva.
Fino al reddito di €56.224 le aliquote sono:
- per commercianti: 24,48%
- per artigiani: 24%
Oltre i €56.224 le aliquote sono:
- per commercianti: 25,48%
- per artigiani: 25%
In ogni caso, se sei un artigiano o commerciante in regime forfettario, puoi richiedere la riduzione dei contributi del 35% o del 50%.
Quando pagano i contributi previdenziali INPS artigiani e commercianti nel 2026?
I contributi fissi INPS vengono versati trimestralmente. Ecco quali sono le scadenze del versamento dei contributi nel 2026:
- 16 maggio 2026 (per gennaio – febbraio – marzo);
- 20 agosto 2026 (per aprile – maggio – giugno);
- 16 novembre 2026 (per luglio – agosto – settembre);
- 16 febbraio 2027 (per ottobre – novembre – dicembre).
Il pagamento dei contributi eccedenti il minimale invece avrà le stesse scadenze delle imposte sui redditi, ovvero:
- 30 giugno 2026 (saldo dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno corrente)
- 30 novembre 2026 (il secondo acconto anno corrente)
Contributi INPS regime forfettario per liberi professionisti con cassa
Tutti i professioni che sono iscritti ad un Albo Professionale, come commercialisti, medici, avvocati, ingegneri o psicologi, non versano i propri contributi previdenziali all’INPS ma alle casse previdenziali di riferimento.
Ogni cassa ha le proprie regole, ma quasi tutte prevedono il versamento di:
- contributo soggettivo è l’ammontare della quota minima soggettiva obbligatoria determinata su una percentuale del reddito ed è dovuta anche in assenza di guadagni;
- contributo integrativo che rappresenta una percentuale del reddito lordo (solitamente da 2% al 5%) e deve essere addebitata dal professionista al cliente in fattura;
- contributo di maternità fisso destinato a finanziare la maternità/paternità dei colleghi iscritti alla cassa.
Quando versano i contributi i liberi professionisti con cassa?
Anche i termini di versamento variano a seconda della cassa di appartenenza. Perciò, ti consigliamo di consultare il sito ufficiale della tua cassa, che sia ENPAP per psicologi, Cassa Forense per avvocati, ENPAPI per professioni infermieristiche o ENASARCO per agenti di commercio e così via.
Contributi INPS regime forfettario 2026 per professionisti in Gestione Separata INPS
Esistono poi tantissime professioni per cui non è previsto (o almeno non ancora) un Albo Professionale, come ad esempio traduttori, consulenti, personal trainer, web designer ecc. Per questi professionisti è stato creato un fondo chiamato Gestione Separata INPS, a cui andranno versati i contributi previdenziali.
A differenza degli artigiani, commercianti e professionisti con cassa, i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS non devono versare i contributi fissi, ma solo una percentuale sul reddito prodotto.
Ciò significa che, se non hai fatturato nulla (ma questo non te l’auguriamo), non dovrai versare nessun contributo.
Ma a quanto ammonta questa famosa percentuale?
I contributi INPS per professionisti senza cassa in regime forfettario nel 2026 ammontano al 26,07% del reddito imponibile, ovvero quello calcolato in base al coefficiente di redditività.
Per chi è soggetto ad altra forma previdenziale viene confermata l’aliquota del 24%, per gli sportivi dilettantistici che percepiscono compensi da ASD e SSD rimane confermata l’aliquota del 25%.
Scadenze versamento contributi Gestione Separata INPS
Ma quando si pagano i contributi della Gestione Separata INPS 2026?
Entro il 30 giugno di ogni anno (salvo proroghe riservate ai titoli di partita IVA, inclusi i forfettari, che possono essere stabilite nel corso dell’anno) si versa il saldo dell’anno precedente e il primo acconto per l’anno in corso, mentre entro il 30 novembre si versa il secondo acconto sempre per l’anno in corso.
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