Regime Forfettario guadagno netto: Ecco come si calcola

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Regime Forfettario guadagno netto

La prima domanda che si fa quando si vuole aprire la partita iva col regime forfettario (a parte “chi me lo fa fare”) è: quanto mi costa?
Come vedremo in questa guida è possibile sapere in anticipo qual è il guadagno netto per coloro che operano in regime forfettario e i relativi costi.

Se tralasciamo le spese derivanti dalla normale attività di impresa, i costi di gestione per i contribuenti in regime forfettario sono di diversi tipi, al netto del quale è possibile calcolare il guadagno.

Imposta sostitutiva

Di solito le imprese individuali sono tenute al pagamento dell’IRPEF all’agenzia delle entrate, ma questo non vale per quelli in regime forfettario. Bello vero? E invece no, perché i forfettari sono tenuti al pagamento di un’imposta “sostitutiva”.

Questa imposta non viene calcolata con gli ordinari scaglioni IRPEF, ma semplicemente si prende tutto il fatturato, si moltiplica per un coefficiente che dipende dal tipo di attività svolto, e su questo si calcola il 5% o il 15% a seconda che si tratti di una nuova attività o meno.

Quindi tutti i costi sostenuti per l’impresa sono ininfluenti ai fini del calcolo (quindi no, non puoi “scaricare” il Maserati appena comprato) ma tutto dipende dal fatturato e dal settore in cui si opera. Infatti il coefficiente di redditività, spiegato in questo articolo, dà un abbattimento “forfettario” al reddito senza quindi considerare i costi sostenuti.

Contributi previdenziali

Oltre alle imposta sostitutiva dovuta all’erario, occorre pensare ai contributi previdenziali. Anche se probabilmente noi giovani non arriveremo mai alla pensione, e passeremo la vecchiaia a guardare cantieri, i contributi sono comunque obbligatori e bisogna tenerne conto per calcolare il guadagno netto per i soggetti in regime forfettario.

Anche qui tutto dipende dall’attività svolta: se sei inquadrato come impresa, iscritto alla camera di commercio, occorre versare i contributi fissi alla gestione artigiani e commercianti dell’INPS.
Qui si pagano circa 3500 euro di contributi fissi annui (bella botta, lo so), ma c’è anche una quota “a percentuale” se si superano determinate soglie di reddito. E’ previsto però un abbattimento per coloro in regime forfettario, ma ne parleremo in seguito in uno specifico articolo.

Nel caso in cui non sei un’impresa, ma sei un professionista iscritto ad un albo, occorre versare i contributi alla cassa prevista dal proprio ordine. Di casse e ordini ce ne sono davvero per tutti i gusti.

Infine, nel caso in cui sei un professionista e non rientri in un ordine di professionisti già definito, c’è sempre la cara e vecchia gestione separata dell’INPS. A differenza delle altre casse previdenziali che prevedono dei contributi fissi, la gestione separata si calcola a percentuale sul reddito conseguito ed è la gestione “residuale” per tutti quelli che non rientrano in nessuna delle casistiche viste prima ma che non vedono l’ora di versare i propri contributi.

Diritti camerali

Il diritto annuale alla Camera di commercio è un’altra tassa da considerare, se hai avuto la felice idea di aprire partita iva. Però non è dovuta da tutti, ma solo da coloro che sono iscritti alla CCIAA (no, non sono i servizi segreti, ma sono le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura). Quindi se sei un professionista, e non impresa individuale, puoi tranquillamente saltare questo paragrafo fischiettando.

Si paga una botta iniziale di circa 250/300 euro in fase di apertura di partita iva e poi ogni anno va versato il diritto annuale che va dai 60 ai 110 euro a seconda della camera di commercio a cui vi siete iscritti.

IVA

Ma come l’IVA? Ma il forfettario non emette fatture senza iva? Si è vero, ma c’è una cosina chiamata reverse charge che ogni tanto ve la fa pagare.

In sostanza quando ricevete una fattura estera, tipo quelle di qualche cinesata comprata su wish, vi arriva senza IVA. Però la legge vuole che ci integrate l’iva e che la andate a pagare. So che è strano ma è così. Quindi stai attento alle fatture estere.

Guadagno netto per chi è in regime forfettario?

Come hai visto, anche se il regime forfettario è la modalità che costa meno in termini di gestione, ci sono una serie di scadenze e di spese da sostenere… alla faccia della semplificazione.

Ma tranquillo, ci pensiamo noi di Quickfisco 😉

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