Il regime forfettario è il regime fiscali più vantaggioso per gestire la propria attività. Tuttavia, è importante prestare attenzione al meccanismo di saldo e acconti. Ma che cosa sono gli acconti e come si calcolano?
Il calcolo delle tasse nel regime forfettario è abbastanza semplice, un po’ più complicato è capire come vengono distribuite. In fase di dichiarazione dei redditi si paga il saldo di quanto dovuto nell’anno precedente, ma anche un acconto per l’anno in corso, corrispondente al 100% del saldo e diviso in due tranche. Vediamo insieme come funziona.
Acconti regime forfettario 2026: quando si pagano?
Anche i contribuenti in regime forfettario sono tenuti al pagamento degli acconti in fase di dichiarazione dei redditi.
Quest’anno la scadenza per il pagamento del saldo 2025 e del primo acconto per il 2026 è prevista, come di norma, il 30 giugno. Le tasse pagate in questa fase possono essere rateizzate, fino ad un massimo di 6 rate mensili, pagando una piccola percentuale di interessi.
Il 30 novembre arriverà la seconda parte dell’acconto 2026. Generalmente il secondo acconto si versa in un’unica soluzione.
Quindi, ogni anno, con la dichiarazione dovrai pagare le imposte a titolo di saldo sulla base delle fatture emesse ed incassate nell’anno di riferimento. Il saldo tiene conto degli acconti che hai già versato in sede di dichiarazione dell’anno precedente e può essere a credito o a debito.
Nel seguente schema, abbiamo cercato di rappresentare cosa si paga ad ogni scadenza, in base al periodo di riferimento.
Casi particolari ed esonero acconti
Prima di andare avanti c’è da ricordare che se nel quadro LM42 della dichiarazione dei redditi c’è un importo inferiore a 52 euro, si è esonerati dal versamento degli acconti.
Se l’importo di questo quadro è compreso tra 52 e 258 euro, occorre versare gli acconti ma in un’unica soluzione al 30/11.
Per importi più alti, si versano il primo acconto e il secondo acconto come spiegato nello schema riportato sopra.
E per il primo anno di attività?
Il primo anno dell’attività non dovrai versare nulla, ma comunque mettere da parte una somma necessaria per il secondo anno, il momento in cui dovrai versare il saldo per l’anno precedente e gli acconti per l’anno in corso. Il secondo anno è quello più impegnativo, perché non avrai acconti precedenti che “alleggeriscono” il saldo. Dal terzo anno la situazione si stabilizza, poiché ogni anno paghi gli acconti per l’anno in corso, ma il saldo è depurato degli acconti versati l’anno prima.
Codice tributo acconti e saldo regime forfettario
Puoi pagare gli acconti con il modello F24.
In particolare, con il codice tributo 1790 si paga il primo acconto dell’imposta sostitutiva, col codice 1791 si paga il secondo acconto di novembre, infine col 1792 si paga il saldo.
E poi ci sono i contributi. Chi è iscritto alla Gestione Separata INPS versa gli acconti e il saldo col codice tributo PXX, alle stesse scadenze.
Calcolo acconti regime forfettario: metodi ed esempi
Abbiamo due diversi metodi per fare un calcolo degli acconti nel regime forfettario: storico e previsionale.
La super piattaforma di Quickfisco permette di fare il calcolo delle tasse e degli acconti da pagare, dopo aver indicato alcune informazioni come spiegato nella guida dedicata.
Come vedere se conviene il calcolo degli acconti col metodo storico o col previsionale?
Vediamo insieme le differenze, con alcuni esempi.
Calcolo acconti regime forfettario con il metodo storico
Il metodo storico prende come riferimento il risultato dell’anno precedente: facciamo un esempio di un professionista iscritto alla gestione separata, e a nessun’altra forma pensionistica.
Nel 2026 il libero professionista ha fatturato 10.000 euro. Su questo importo moltiplica il coefficiente di redditività del 78% e ottiene 7.800 euro di imponibile. Su questa applica l’aliquota del 15% e ottiene 1.170 euro. Questa è l’imposta sostitutiva che paga per l’anno precedente (2025), come saldo.
Col metodo storico considera questi 1.170 euro come importo totale dell’acconto per l’anno in corso (2026). Quindi li divide in due: 585 euro si versano il 30/06/26 e l’altra metà il 30/11/2026. Questa si andrà poi a scomputare nel saldo relativo al 2026 (con la dichiarazione dei redditi che farà nel 2027).
Il calcolo dei contributi in Gestione Separata, invece, è ancora più semplice: si prende il reddito imponibile lordo e si applica l’aliquota determinata dall’INPS. Quindi 7.800 x 26,07% = 2.033 euro, cioè il saldo del 2026 relativo al 2025. Per il calcolo degli acconti, col metodo storico, prendo l’80% dei contributi dovuti a titolo di saldo, e si divide in due. Le scadenze sono le stesse. Quindi 2.033 x 80% = 1.626,40 /2 di cui 813,20 si pagano al 30/06/2026, e l’altra metà al 30/11/2026.
Diciamo che questo è il metodo più sicuro, perché non pagherai sanzioni, come potrebbe avvenire col metodo previsionale. È ideale se pensi di fatturare come l’anno scorso o di più.
Metodo previsionale
Col metodo previsionale, invece, non si tiene conto del fatturato dell’anno precedente. Si tiene conto del fatturato che “prevedi” di realizzare durante l’anno. Il calcolo è lo stesso, cambia solo l’importo del fatturato su cui calcolare l’imponibile.
Quindi immaginiamo che il nostro professionista nel 2025 ha fatturato 10.000, nel 2026 pensa di incassare solo 7.500 euro. Facciamo il calcolo di prima, cioè 7.500 x 78% = 5.850 euro di imponibile e poi 5.850 euro x 15% = 877,50 euro di acconti.
Se avessimo applicato il metodo storico, come nell’esempio di prima, avrebbe pagato 1.170 euro, quindi 292,50 euro in più.
Facciamo anche il calcolo dei contributi INPS: 5.850 x 26,07% = 1525 euro. Si prende sempre l’80%, quindi 1.220 euro e si divide in due, 610 euro al primo acconto, e altrettanti al 30/11. Anche in questo caso è inferiore al calcolo col metodo storico.
Questa operazione può risultare complicata, soprattutto nella prima scadenza del 30/06, dove dovresti prevedere i ricavi di tutto l’anno. Il consiglio è quello di pagare il primo acconto col metodo storico, poi “raddrizzare il tiro” col metodo previsionale al 30/11, se conveniente.
Sei libero di scegliere il metodo di calcolo, ma se scegli il previsionale e fatturi di più rispetto a quello che avevi previsto, dovrai pagare una sanzione del 30% sull’imposta non versata, che eventualmente si può ravvedere.
Diciamo che il metodo previsionale è conveniente solo se sei abbastanza certo di quanto fatturerai nell’anno in corso, e se è sicuramente meno rispetto all’anno precedente.
Calcolo saldo imposta sostitutiva regime forfettario
Quindi per la dichiarazione dei redditi facciamo i conti: prendiamo il fatturato dell’anno precedente e calcoliamo l’imposta sostitutiva e i contributi INPS da pagare, come abbiamo visto prima o come spiegato ancora meglio nell’articolo dedicato.
A questo importo togliamo tutti gli acconti pagati e otterremo il saldo da pagare.
Acconti regime forfettario: come procedere?
Speriamo di averti spiegato nel modo più chiaro possibile la gestione degli acconti nel regime forfettario, e se hai già provato il nostro calcolatore di imposte, ora sai il significato di tutti quei numeretti da pagare.
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Tu rilassati e pensa a fatturare, al resto ci pensiamo noi!


