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Rimborso spese Regime Forfettario: Chiarimenti ed esempi

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Rimborso spese Regime Forfettario

Come funziona il rimborso spese nel regime forfettario? Capita spesso che i nostri clienti di Quickfisco ci chiedano come funzionano i rimborsi per le spese sostenute per i clienti, tipo le cene di lavoro nei ristoranti stellati o le fatture dei Rolex. Ti anticipo subito che esiste un solo caso in cui i rimborsi spese vengono esclusi dal reddito, ma ci arriviamo tra poco.

Le spese nel regime forfettario

Come abbiamo già visto in questo articolo, le spese sostenute per coloro che operano nel regime forfettario non possono essere “scaricate”. Quando si dice “scaricare” si intende portare i costi sostenuti in diminuzione del reddito per pagarci meno tasse, e non come quando cercate di scaricare la tipa che vi parla di matrimonio e di figli dopo esserci uscito mezza volta.

Il regime forfettario si chiama così proprio perché è lo Stato che ha stabilito una percentuale di costi “forfettaria”, appunto, che si basa sul tipo di attività svolta. Esistono infatti delle percentuali di abbattimento in base al codice Ateco come abbiamo spiegato, sempre col nostro stile simpatico e frizzante, in questo articolo.

Come funziona il Rimborso spese Regime forfettario

Facciamo un passetto indietro e spieghiamo cosa sono i rimborsi spese. Si tratta di spese, sostenute dal professionista, che verranno poi addebitate in fattura e rimborsate dal cliente. Possono essere rimborsate tutte quelle spese per i biglietti, vitto, alloggio, ecc. Quindi in sostanza il forfettario paga la spesa, ma la ribalta al cliente nella fattura finale.

Facciamo un esempio: un’azienda vi invita ad un convegno in Molise per parlare di nuove strategie per il risparmio energetico. Voi siete i massimi esperti in allacci abusivi alla rete elettrica, tant’è che avete aperto partita iva per fatturare le vostre consulenze, e decidete di andare al convegno. Comprate il biglietto per il Molise, ammesso che esista, e poi fate fattura all’azienda, inserendo il vostro lauto compenso, ma vi fate rimborsare anche le spese per il biglietto. La domanda che vi state chiedendo è: su questo rimborso, ci devo pagare pure le tasse? Dipende. Bisogna vedere a chi sono intestate le fatture di queste spese da rimborsare.

Spese senza documentazione e in nero

Siamo sicuri che quando compri qualsiasi cosa, il negoziante ti faccia lo scontrino, la ricevuta o la fattura, anche perché siamo in un paese con una bassissima evasione fiscale. Ma può capitare che, sbadatamente, il ristoratore dove siete andati a pranzo non vi abbia fatto la ricevuta. Anche se poi ve lo fate rimborsare dal cliente finale, non c’è niente da fare. La documentazione che giustifichi la spesa, volgarmente chiamata “pezza d’appoggio”, è necessaria. Se non c’è, amen. Che te lo dico a fare.

Spese sostenute dal forfettario

Se le spese sono pagate e intestate al professionista in regime forfettario, c’è poco da fare. Anche in questo caso, se vi fate rimborsare in fattura le somme per i soldi spesi, questi saranno considerati ricavi a tutti gli effetti. Quindi, anche se le avete sostenute per il cliente finale, su queste dovrete sommarle agli altri ricavi, applicare il coefficiente di redditività, e calcolarci il 15% o il 5% di imposta sostitutiva. Quindi rassegnatevi.

Spese sostenute in nome e per conto del cliente

E qui la situazione cambia. Se pagate delle spese per conto del cliente e ve le fate rimborsare, ma le fatture delle spese sono intestate direttamente a lui, i loro rimborsi sono escluse dal conteggio del reddito e non costituiranno base imponibile. Il cliente potrà poi dedurle dal proprio reddito, se è in regime ordinario, ma questo non ci interessa.

Tornando al nostro esempio del consulente energetico. Se la fattura per i biglietti per il Molise sono intestati all’azienda, ma vengono pagati dal forfettario, questi può farseli rimborsare e non faranno parte del reddito annuale.

Nella fattura che il forfettario farà all’azienda, accanto al valore delle spese anticipate, dovrà inserire la dicitura “spese anticipate ex. Art. 15 DPR 633/72”.

Ovviamente l’importo che chiedete a rimborso dovrà essere pari a quello dei giustificativi e delle ricevute dove è espressamente indicata la ragione sociale del cliente. Vi consiglio di allegarli alla fattura in modo tale che l’azienda che sta pagando la vostra fattura abbia contezza degli importi, possa dedurli, e sono utili anche in caso di eventuali e piacevolissimi controlli fiscali.

Rimborso spese Regime forfettario: Consigli utili

Può sembrare banale, ma è sempre meglio concordare col cliente finale quali spese addebitargli in fattura, anche perché dovranno essere intestate a lui, e non potete appioppargliele così de botto, senza senso.

Non stabilite un importo forfettario. L’importo da rimborsare dovrà essere pari a quello delle spese sostenute e giustificate dalle pezze d’appoggio che gli avete allegato. In caso contrario ci pagate le imposte. Punto.

Sappiamo che la differenza è molto sottile, infatti alla base della vostra impresa, piccola o grande che sia, è necessario il supporto di un consulente che vi segua passo passo e che vi consigli al meglio da un punto di vista fiscale e finanziario.

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